La dermatillomania
La dermatillomania, nota in inglese anche con il termine di “compulsive skin-picking” (CSP) è un disordine del controllo degli impulsi che spinge il paziente a stuzzicarsi, toccarsi, strofinarsi, tormentarsi, graffiarsi, o incidersi la pelle del viso o del corpo, spesso nel tentativo di eliminare piccole irregolarità o imperfezioni cutanee reali o immaginarie.
Questo comportamento, che la maggior parte delle persone mette in atto quotidianamente, diventa patologico quando assume il carattere di una compulsione, ovvero quando il paziente lo vive come un’urgenza irrefrenabile e quando, ripetuto nel tempo e con sempre maggiore intensità, inizia a causare alterazioni cutanee evidenti e/o permanenti quali cicatrici, ecchimosi, sanguinamenti e nei casi più gravi importanti danni ai tessuti e vere e proprie deturpazioni.
Di solito, ma non sempre, il viso è la parte del corpo più diffusamente oggetto di dermatillomania, anche se queste “escoriazioni nevrotiche” non risparmiano nessuna parte del corpo con una certa maggior frequenza per labbra, cuoio capelluto, mani e braccia.
Il paziente può rivolgere la sua insana attenzione verso normalissime alterazioni cutanee come lentiggini o nei, oppure verso pre-esistenti croste, piaghe, imperfezioni acneiche. In molti casi il paziente tormenta una zona cutanea perfettamente normale dove intravede un difetto che nessun altro può osservare.
Per stuzzicare la pelle il paziente dermatillomanico utilizza le dita, ma anche i denti così come pinzette, spilli o altri arnesi “cosmetici”.
La dermatillomania è time consuming, ovvero sottrae anche diverse ore di vita libera al paziente, può esordire a qualsiasi età, dalla pre-adolescenza alla vecchiaia, e durare mesi o anni. In alcuni casi i pazienti riferiscono l’esordio durante o subito dopo un evento molto stressante accaduto nella loro vita.
Si stima che un gran numero di persone metta in atto questi comportamenti con maggiore o minore intensità o danno estetico e psicologico, ma per fortuna solo per una piccola percentuale di esse il problema assume proporzioni tali da richiedere un trattamento.
In una recente ricerca su 2530 adulti statunitensi, l’ 1.4% soddisfaceva i criteri per la dermotillomania ovvero comportamento compulsivo con danno cutaneo evidente non attribuibile ad altra condizione medica o psicologica e con disagio clinicamente significativo e danno psicosociale.
Di solito un episodio di dermatillomania è caratterizzato da un aumento di tensione emotiva, talvolta accompagnata da prurito, formicolio, bruciore, e da un incontrollabile urgenza di stuzzicarsi la pelle.
Dopo che il comportamento sintomatico è stato messo in atto il paziente sperimenta piacere, gratificazione o semplice sollievo dalla tensione. Qualche volta l’episodio dermatillomanico può essere una risposta consapevole all’ansia e alla depressione, ma molto più frequentemente insorge senza che il paziente riesca a stabilire un nesso causale (o anche meramente temporale) con il proprio stato emotivo.
Eppure sono proprio l’ansia, la paura, l’eccitazione o la noia i precursori emotivi (triggers) dell’episodio dermatillomanico. Il paziente con dermatillomania continua infatti a mettere in atto il suo comportamento perché esso ha allo stesso tempo un effetto auto-calmante e/o stimolante.
Quando si annoiano questi pazienti ricorrono al comportamento ripetitivo per aumentare il loro livello di attivazione fisiologica; quando sono in ansia o depressi lo emettono per controllare e modulare le proprie emozioni. Per alcuni infatti, e in determinate circostanze, tormentarsi la pelle si traduce in una sorta di “incantamento” mentale che consente di affrontare emozioni percepite come soverchianti.
Una terza motivazione psicologica che mantiene il comportamento sintomatico è il perfezionismo: questi pazienti sono in grado di restare ore davanti allo specchio ad esaminare da vicino il loro volto alla ricerca di imperfezioni (punti neri, brufoli, macchie) nel tentativo di eliminarle e raggiungere la perfezione. Paradossalmente dopo un “trattamento” di questo genere il paziente appare esteticamente ben peggiore di quello che sarebbe apparso altrimenti.
Uno degli aspetti che rende la dermatillomania un problema reale e talvolta serio è costituito dalle conseguenze sociali, relazionali, lavorative che il disturbo determina.
Tipicamente i soggetti con dermatillomania tentano di camuffare il danno causato alla loro pelle usando il trucco o indossando abiti che coprano i segni, ma se questa operazione non risulta sufficiente il paziente può cominciare ad evitare le attività sociali come andare in piscina, in palestra o in spiaggia per la vergogna di mostrare piccole emorragie, cicatrici o piaghe oppure può accumulare ritardi al lavoro a causa del tempo speso di fronte allo specchio a tormentarsi il viso.
L’inquadramento psicopatologico è ancora oggetto di discussione: il disturbo non è attualmente citato nel manuale statistico dei disturbi mentali (DSM-IV) redatto dalla American Psychiatric Association, ma c’è un certo accordo nel ritenerlo un disturbo del controllo degli impulsi.
Per altri ricercatori sarebbe più correttamente inquadrato nello spettro dei disturbi ossessivo-compulsivi soprattutto in considerazione del fatto che il 15% dei pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo ha, secondo le ultime ricerche, anche dermatillomania.
Il disturbo è anche frequentemente comorbido (un quarto dei casi) con il Disordine da dismorfismo corporeo.
I disturbi con la maggiore affinità sembrano però la tricotillomania, ovvero lo strapparsi i capelli compulsivamente (comorbilità 36,7%) e l’onicofagia, ovvero mangiarsi le unghie compulsivamente, (comorbilità 26,7%). Per tale affinità alcuni ricercatori li unificano nella categoria dei cosiddetti “comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo” (body-focused ripetitive behaviors o BFRB) e li indicano come meritevoli di una categoria diagnostica a sè stante.
Altre patologie con le quali va fatta diagnosi differenziale sono malattie dermatologiche, problemi autoimmuni, disturbi da abuso di sostanze (come l’astinenza da oppiacei), disturbi dello sviluppo (come l’autismo), psicosi, dermatite artefatta .
Il comportamento dermatillomanico non va inoltre confuso con i comportamenti autolesivi come le automutilazioni, i tagli o le bruciature autoprodotte. La differenza sostanziale fra i due comportamenti risiede nel fatto che i pazienti affetti da dermatillomania non vogliono causarsi un dolore fisico per alleviare un senso di torpore o per esercitare controllo sui loro corpi, sono più semplicemente afflitti da un comportamento ripetitivo, presuntamente fuori dal proprio controllo, a cui segue angoscia e rimorso.
Il decorso del disturbo dipende da molti fattori, tra cui lo stress e se la persona cerca e trova un trattamento adeguato. Purtroppo la dermatillomania è ancora misconosciuta anche fra i professionisti della salute mentale.
Forme di trattamento psicoterapeutico però esistono e si sono rivelate efficaci.
Fra le prime scelte vi è l’ Habit Reversal Training (HRT), un training cognitivo-comportamentale in quattro fasi che mira a identificare i fattori scatenanti, interiori o situazionali, che derminano il comportamento sintomatico per poi aiutare il paziente a trovare strategie alternative di fronteggiamento.
Il HRT prevede il ricorso a :
-Automonitoraggio. Consiste nel rendere il paziente più consapevole dei propri comportamenti e dei loro precursori emotivi. Poiché il comportamento dermatillomanico può essere spesso inconscio, la consapevolezza può essere migliorata semplicemente tenendo un diario del sintomo. Lo stesso gesto di registrazione può interrompere il processo e ridurre il tormento cutaneo. Sarà poi necessario riuscire a registrare gli antecedenti emozionali che scatenano l’episodio, per poter trovare soluzioni di gestione alternative.
-Controllo dello stimolo. Si propone di modificare aspetti fisici dell’ambiente che circonda il paziente per ridurre l’input sensoriale che porta al comportamento sintomatico. Ad esempio, se l’impulso irrefrenabile a tormentarsi il viso si scatena quando il paziente guarda da vicino la sua pelle nello specchio del bagno, va modificato questo input sensoriale mettendo un pezzo di nastro sul pavimento per ricordargli di non avvicinarsi troppo allo specchio. Se sfiorare la propria pelle scatena il sintomo è possibile indossare guanti, cerotti, o punte di gomma alle dita per impedire di sentire la pelle e resistere alla tentazione.
Si può anche imparare a evitare o modificare situazioni ad alto rischio, come star seduti per lunghi periodi di tempo a leggere o a usare il computer.
-Implementazione della risposta competitiva. Questo metodo consiste nell’insegnare al paziente come mettere in atto risposte motorie competitive che fisicamente impediscono il comportamento (ad esempio si può addestrare il paziente a tenere le mani occupate o a comprimere una palla di gomma quando sente il bisogno di toccarsi il viso, o le braccia).
-Rilassamento e consapevolezza. Viene insegnato al paziente come rilassarsi, come respirare, come sentirsi centrato e come effettuare esercizi di risposta muscolare.
-Supporto sociale. Consiste nel richiedere la collaborazione di persone vicine al paziente perché lo aiutino nel suo percorso di cambiamento.
Tutto il programma HRT è mirato ad aiutare il paziente a resistere all’urgenza di stuzzicarsi la pelle: più a lungo il paziente resisterà, più debole si farà l’urgenza compulsiva e sempre meno sarà necessario impegno e sforzo. La guarigione si ottiene quando il comportamento sintomatico viene estinto completamente.
I tempo necessario all’ottenimento di questo risultato dipende da quanto a lungo è presente il disturbo e da quanto diligente sarà il paziente nel seguire le indicazioni della terapia. Di solito sono necessari alcuni mesi fino a un anno per una totale remissione del sintomo senza recidive.
Un altro trattamento cognitivo-comportamentale rivelatosi efficace per la dermatillomania è la Terapia cognitivo-comportamentale basata sulla Mindfulness che mira ad insegnare al paziente ad accettare in maniera non giudicante esperienze psicologiche di disagio per riuscire a viverle senza ricorrere al comportamento sintomatico.
Cosa fare
Se ritenete di essere affetti da dermatillomania, dovete per prima cosa curare ferite infette o lesioni che non sono guarite nel corso del tempo, consultando il medico di famiglia o un dermatologo. Dopo aver fatto questo è consigliabile cercare aiuto da uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale che possa lavorare con voi per sviluppare un programma personalizzato di cura.
References
Keuthen, Nancy J., Koran, Lorrin M., Aboujaoude, Elias, Large, Michael D. Serpe, Richard T. The prevalence of pathologic skin picking in us adults. Comprehensive Psychiatry, Jul 10, 2009.
Hayes, Stephania L., Storch, Eric A., Berlanga, Lissette Skin picking behaviors: An examination of the prevalence and severity in a community sample. Journal of Anxiety Disorders, Vol 23(3), Apr, 2009. pp. 314-319.
Odlaug, Brian L, Grant, Jon E., Clinical characteristics and medical complications of pathologic skin picking. General Hospital Psychiatry, Vol 30(1), Jan-Feb, 2008. pp. 61-66.
Articoli correlati
Non ci sono articoli correlati, ma questo potrebbe interessarti: Dipendenza dal cibo spazzatura.
sono anni che mi tortuto brufoli inesistenti sulla faccia, che scarcagno peli incarniti sulle gambe, e ore so anche cosa fare per risolvere il problema!
ero così triste di non avere più psico cafè.
e ora, il mio primo accesso al nuovo sito è stato illuminante…
non credevo fosse possibile, ma hai superato te stessa!!
l’articolo è ottimo, grazie giulietta!!!!
Silvia tu sei troppo carina con me, mi fai montare la testa.
Sono contenta che ci sei e sono tanto contenta che l’articolo ti è tornato utile.
Utilissimo grazie mille!:):):))))
ci voleva!
Mi ci ritrovo sfortunantamente:(
Pure a me hai salvato la vita…. anzi la faccia O.O
Tra tutte le ricerche fatte in materia questo è l’articolo nel quale ritrovo (purtroppo) descritto alla perfezione il mio problema..
Finalmente qualcuno ne parla, io ci convivo da 15 anni, non so come abbia fatto a non suicidarmi.
Ho provato a togliere specchi ma sono arrivata ad utilizzare qualsiasi superficie riflettente… un delirio, tanto forte e impellente quanto avvilente.
Grazie per l’articolo.
grazie, rivedo quello che succede a mia figlia, dopo il dermatologo andremo da un psicoterapeuta e speriamo che si riesca a risolvere il problema della mia signorina dodicenne.
Piero
Uffa, lo faccio anch’io… Lì per lì mi rilassa un sacco, ed è vero che si prova una specie di “incantamento” che induce calma. Però dopo mi sento in colpa da morire per come mi riduco la faccia (ma anche le braccia, il decolleté, la schiena fin dove arrivo e le gambe: sono strapiena di micro-cicatrici, non c’è una parte del mio corpo che si salvi da questa ferocia auto-inflitta). Il risultato è che mi crolla l’autostima e mi viene una forte voglia di purificazione: mi lavo, mi faccio lo scrub, cerco di cancellare i segni. Ma la pelle non ne può più, l’ho fatta diventare orribile. In più penso di essere anche afflitta da tricotillomania: ho i capelli lunghissimi, e non appena li ho sciolti passo il tempo a strapparmi le doppie punte nei momenti “morti” (e non desisto neppure davanti agli altri, tipo sull’autobus).
Mi rendo conto che tutto ciò è collegato anche al mio rapporto “disordinato” col cibo: ci sono giorni che mangio di tutto e di più, senza controllo. Ho fatto una dieta ben riuscita un anno fa, ma sto ingrassando di nuovo: un delirio! Insomma, sembra che io non riesca a vivere nel giusto mezzo e senza esagerazioni: che avvilimento…
Non so davvero come ringraziarvi, so da tantissimi anni di avere questo disturbo e ad oggi l’ho già ridotto molto, però fa davvero piacere leggerne in giro, sapere di non essere i soli e potervi dare un nome. Ho cercato anche su altri siti, ma per ora questo articolo è il migliore che abbia letto, spiega il disturbo alla perfezione mi ci ritrovo completamente, non avrei proprio nulla da aggiungere!