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	<title>Commenti a: Hikikomori: la paura di vivere &#8220;fuori&#8221;</title>
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	<description>il sito di Giulietta Capacchione</description>
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		<title>Di: Denise Cecilia</title>
		<link>http://www.cafepsicologico.it/hikikomor/comment-page-1/#comment-78</link>
		<dc:creator>Denise Cecilia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 09:05:09 +0000</pubDate>
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		<description>Articolo ben fatto,  piuttosto completo ed esaustivo (nonostante, per ovvie ragioni, non si soffermi sui singoli punti toccati). 
Come nerd non mi sono sentita &#039;catalogata&#039; approssimativamente, come purtroppo accade spesso - con la conseguenza di generare una conoscenza molto vaga ed inesatta su questi fenomeni, come giustamente viene fatto presente, ed a ruota l&#039;incapacità di comprenderli ed affrontarli con accuratezza o trattarli con rispetto.
Se è giusto difendere la legittimità determinati stili di vita (più spesso consapevoli di quanto non si creda), dall&#039;otaku al satanismo, è altrettanto imprescindibile riconoscere e gestire reali derive di tali stili, e le patologie connesse.
Il caso degli hikikomori, a mio sindacabile parere, è paragonabile non tanto all&#039;anoressia in senso stretto, quanto piuttosto ai movimenti pro-ana e pro-mia: prima di tutto una scelta, in particolare di appartenenza ad un gruppo e di aderenza ad un&#039;ideologia, una scelta che nasce da un preciso corpus culturale e non - assolutamente - da singole situazioni di competenza puramente psichiatrica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo ben fatto,  piuttosto completo ed esaustivo (nonostante, per ovvie ragioni, non si soffermi sui singoli punti toccati).<br />
Come nerd non mi sono sentita &#8216;catalogata&#8217; approssimativamente, come purtroppo accade spesso &#8211; con la conseguenza di generare una conoscenza molto vaga ed inesatta su questi fenomeni, come giustamente viene fatto presente, ed a ruota l&#8217;incapacità di comprenderli ed affrontarli con accuratezza o trattarli con rispetto.<br />
Se è giusto difendere la legittimità determinati stili di vita (più spesso consapevoli di quanto non si creda), dall&#8217;otaku al satanismo, è altrettanto imprescindibile riconoscere e gestire reali derive di tali stili, e le patologie connesse.<br />
Il caso degli hikikomori, a mio sindacabile parere, è paragonabile non tanto all&#8217;anoressia in senso stretto, quanto piuttosto ai movimenti pro-ana e pro-mia: prima di tutto una scelta, in particolare di appartenenza ad un gruppo e di aderenza ad un&#8217;ideologia, una scelta che nasce da un preciso corpus culturale e non &#8211; assolutamente &#8211; da singole situazioni di competenza puramente psichiatrica.</p>
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