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	<title>Commenti per PsicoCafé</title>
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	<description>il sito di Giulietta Capacchione</description>
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		<title>Commenti su Ipocondria di Allanon</title>
		<link>http://www.cafepsicologico.it/ipocondria/comment-page-1/#comment-184</link>
		<dc:creator>Allanon</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:22:35 +0000</pubDate>
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		<description>Se oltre alla preoccupazione  x se c&#039;è anche lo stesso atteggiamento verso le malattie presunte dei familiari si rientra comunque nell&#039;ipocondria? e se l&#039;ipocondriaco è addirittura egli stesso un medico?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se oltre alla preoccupazione  x se c&#8217;è anche lo stesso atteggiamento verso le malattie presunte dei familiari si rientra comunque nell&#8217;ipocondria? e se l&#8217;ipocondriaco è addirittura egli stesso un medico?</p>
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		<title>Commenti su Philofobia: faccia a faccia con la paura di amare di mass</title>
		<link>http://www.cafepsicologico.it/philofobia-faccia-a-faccia-con-la-paura-di-amare/comment-page-1/#comment-183</link>
		<dc:creator>mass</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 13:58:48 +0000</pubDate>
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		<description>Rivedo tutta la mia storia nelle vostre... l&#039;uomo che si diceva pazzamente innamorato di me tanto da dirmi che finalmente avevo dato un senso alla sua vita di eterno single...mi ha lasciata dopo sei mesi, al telefono. Sin dall&#039;inizio avevo inquadrato i suoi atteggiamenti come difficoltà a relazionarsi con le persone a cui voleva bene, ma credevo che assieme ce l&#039;avremmo fatta. E invece il mio amore era troppo per lui, non si sentiva degno e non riusciva a ricambiarlo, così ha detto. Nell&#039;ultimo periodo i sensi di colpa e gli attacchi di vertigine  lo divoravano.
Da quando mi ha lasciata, da quando attraversava mezza italia ogni fine settimana per venire a trovarmi, non ha più volto rivedermi ma si fa vivo ogni giorno con sms o chiamate. Sono stata ore al telefono cercando di farlo riflettere, cercando di fargli vedere le cose per quelle che sono e di smontare quei mostri che si è creato nella testa. Io ne soffro, vorrei tanto trovasse la serenità per stare assieme ma non capisco piu quale comportamento sia meglio adottare, ignorarlo o nonostante tutto continuare a tendergli la mano? Mi sono sentita in dovere di indicargli la strada perche quanto sentivo non potevo tenerlo per me, e perchè sentivo che aveva bisogno di un incoraggiamento. ora però non vorrei si adagiasse nella certezza che tanto io ci sarò sempre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rivedo tutta la mia storia nelle vostre&#8230; l&#8217;uomo che si diceva pazzamente innamorato di me tanto da dirmi che finalmente avevo dato un senso alla sua vita di eterno single&#8230;mi ha lasciata dopo sei mesi, al telefono. Sin dall&#8217;inizio avevo inquadrato i suoi atteggiamenti come difficoltà a relazionarsi con le persone a cui voleva bene, ma credevo che assieme ce l&#8217;avremmo fatta. E invece il mio amore era troppo per lui, non si sentiva degno e non riusciva a ricambiarlo, così ha detto. Nell&#8217;ultimo periodo i sensi di colpa e gli attacchi di vertigine  lo divoravano.<br />
Da quando mi ha lasciata, da quando attraversava mezza italia ogni fine settimana per venire a trovarmi, non ha più volto rivedermi ma si fa vivo ogni giorno con sms o chiamate. Sono stata ore al telefono cercando di farlo riflettere, cercando di fargli vedere le cose per quelle che sono e di smontare quei mostri che si è creato nella testa. Io ne soffro, vorrei tanto trovasse la serenità per stare assieme ma non capisco piu quale comportamento sia meglio adottare, ignorarlo o nonostante tutto continuare a tendergli la mano? Mi sono sentita in dovere di indicargli la strada perche quanto sentivo non potevo tenerlo per me, e perchè sentivo che aveva bisogno di un incoraggiamento. ora però non vorrei si adagiasse nella certezza che tanto io ci sarò sempre.</p>
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		<title>Commenti su Philofobia: faccia a faccia con la paura di amare di vera</title>
		<link>http://www.cafepsicologico.it/philofobia-faccia-a-faccia-con-la-paura-di-amare/comment-page-1/#comment-182</link>
		<dc:creator>vera</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 22:29:02 +0000</pubDate>
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		<description>Buonasera Dottoressa, 
non credevo dell&#039;esistenza di questa patologia, credevo fossi solo io ad avere dei problemi.
Ogni volta che inizio una nuova storia va tutto bene fino a quando inizio a trovare mille difetti anche al ragazzo piu&#039; perfetto, cerco pretesti per litigare, scappo. Sto malissimo facendo cosi&#039; ma non posso evitarlo.
Non so piu&#039; cosa fare.Mi aiuti per favore.
Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera Dottoressa,<br />
non credevo dell&#8217;esistenza di questa patologia, credevo fossi solo io ad avere dei problemi.<br />
Ogni volta che inizio una nuova storia va tutto bene fino a quando inizio a trovare mille difetti anche al ragazzo piu&#8217; perfetto, cerco pretesti per litigare, scappo. Sto malissimo facendo cosi&#8217; ma non posso evitarlo.<br />
Non so piu&#8217; cosa fare.Mi aiuti per favore.<br />
Grazie.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Philofobia: faccia a faccia con la paura di amare di Svetlana</title>
		<link>http://www.cafepsicologico.it/philofobia-faccia-a-faccia-con-la-paura-di-amare/comment-page-1/#comment-181</link>
		<dc:creator>Svetlana</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 22:10:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cafepsicologico.it/?p=1212#comment-181</guid>
		<description>Buonasera, Dottoressa. Ho praticamente rivisto il mio (ex) ragazzo in tutto e per tutto, nelle Sue righe.
Vorrei un consiglio da Lei, se possibile. 

In realtà scrivo dall&#039;altra &quot;parte&quot; della faccenda, ovvero da parte di colei che la subisce indirettamente. Le descrivo una vicenda che ha rovinato la mia vita sentimentale.
Sono una ragazza di 25 anni e il mio ex ne ha 28. Dopo 3 anni di relazione, il mio attuale ex mi ha lasciata una prima volta a causa di presunte &quot;ansie&quot; che io gli mettevo (parliamo comunque di un soggetto ampiamente indipendente e vorrei dire &quot;egoista&quot;, viceversa io mi ritengo una persona paziente e discreta, ma &quot;attenta&quot; e che si aspetta determinate attenzioni). Ci siamo &quot;ripresi&quot; dopo un mese e mezzo. Continuiamo la relazione senza alti né bassi, quando, dopo circa 4 mesi, si lascia cogliere da attacchi d&#039;ansia dovuti alle più varie cause (un male di cui aveva già sofferto anni ed anni prima. Attualmente la situazione non è grave, ma lo è abbastanza da pesare sul suo umore, già di base molto cupo). Queste cause si riassumono brevemente in ritmi di lavoro strassanti, un hobby musicale che lo impegna quasi come un secondo lavoro (ma non so se se ne renda conto..) e poi anche la lontananza di sua madre per 7 mesi, una donna che in casa faceva tutto.
Mi lascia quindi una seconda volta, precisando di volere una rottura definitiva e di non volermi mettere solo in &quot;pausa&quot; perché desiderava stare tranquillo, senza avere l&#039;ulteriore ansia di dovermi dare una risposta (del tipo &quot;rimettiamoci insieme&quot; o &quot;lasciamoci del tutto&quot;) alla fine della pausa stessa. Mi preannuncia che una volta &quot;guarito&quot;, non è detto che possiamo tornare insieme, ma potrebbe anche essere di sì.  Comincio infatti a pensare che si sia voluto liberare di me a prescindere dal suo malessere, ma questa è un&#039;altra storia.
Approvo comunque la sua decisione, perché era veramente il caso di lasciarlo stare alla sua calma e comunque non avrebbe potuto reggere i ritmi di una relazione &quot;normale&quot; (intendendo, con questa, il vedersi una volta a settimana, preferibilmente nel week end, perché non abitiamo nella stessa città -distiamo 60 Km-). Volevo dargli il mio aiuto ma non l&#039;ha voluto, ritenendomi lui solo una fonte di aspetattive. C&#039;è da dire che tutto il resto della sua vita è rimasto invariato o di poco alleggerito (mi riferisco ai ritmi di lavoro, alle uscite con gli amici e agli appuntamenti con la band in cui suona per diletto). Sono passati due mesi e si è fatto sentire solo un paio di volte, via mail, per aggiornami sulla sua vita e chiedermi della mia. E&#039; questo volermi sentire, a non convincermi.
Sono stata sorprendentemente capace di lasciarlo stare, ma ogni volta che lo sento, mi ritrovo ancora legata a lui e vorrei riaverlo con me.. e più lo sento, più vorrei sentirlo, rischiando così di stargli davvero addosso e di rappresentare ciò che a lui non serve in un momento simile.
E&#039; il caso di insistere per salvare le cose? Credo solo di dargli più ansie, così facendo. Mi rendo conto che sarebbe giusto aspettare che si senta meglio, ma il problema è che non si sta neanche prendendo cura di sè stesso (per esempio rivolgendosi a uno psicologo..) e questo non fa che aumentare la mia attesa e renderci ancora più estranei. C&#039;è da dire che ha fortunatamente visto dei medici (ultimo consiglio che ho fatto in tempo a dargli) e gli hanno diagnosticato un&#039;irritazione al colon.. ma la sua situazione emotiva rimane quella che è. 

Cosa mi suggerisce di fare con lui: sparire o rassicurarlo, restandogli vicino? Purtroppo a me pare di capire proprio di essere stata cacciata dalla sua vita, e rimango tremendamente convinta che se ci avesse tenuto di più a me, non mi avrebbe mai allontanata. 
Ultimamente gli ho anche proposto di vederci per parlare faccia a faccia, dato che ci siamo lasciati a telefono.. Non ha rifiutato l&#039;incontro, ma al solito, mi ha spostato in fondo a tutti i suoi impegni.

La ringrazio dell&#039;attenzione che vorrà rivolgermi, e confido in una Sua risposta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera, Dottoressa. Ho praticamente rivisto il mio (ex) ragazzo in tutto e per tutto, nelle Sue righe.<br />
Vorrei un consiglio da Lei, se possibile. </p>
<p>In realtà scrivo dall&#8217;altra &#8220;parte&#8221; della faccenda, ovvero da parte di colei che la subisce indirettamente. Le descrivo una vicenda che ha rovinato la mia vita sentimentale.<br />
Sono una ragazza di 25 anni e il mio ex ne ha 28. Dopo 3 anni di relazione, il mio attuale ex mi ha lasciata una prima volta a causa di presunte &#8220;ansie&#8221; che io gli mettevo (parliamo comunque di un soggetto ampiamente indipendente e vorrei dire &#8220;egoista&#8221;, viceversa io mi ritengo una persona paziente e discreta, ma &#8220;attenta&#8221; e che si aspetta determinate attenzioni). Ci siamo &#8220;ripresi&#8221; dopo un mese e mezzo. Continuiamo la relazione senza alti né bassi, quando, dopo circa 4 mesi, si lascia cogliere da attacchi d&#8217;ansia dovuti alle più varie cause (un male di cui aveva già sofferto anni ed anni prima. Attualmente la situazione non è grave, ma lo è abbastanza da pesare sul suo umore, già di base molto cupo). Queste cause si riassumono brevemente in ritmi di lavoro strassanti, un hobby musicale che lo impegna quasi come un secondo lavoro (ma non so se se ne renda conto..) e poi anche la lontananza di sua madre per 7 mesi, una donna che in casa faceva tutto.<br />
Mi lascia quindi una seconda volta, precisando di volere una rottura definitiva e di non volermi mettere solo in &#8220;pausa&#8221; perché desiderava stare tranquillo, senza avere l&#8217;ulteriore ansia di dovermi dare una risposta (del tipo &#8220;rimettiamoci insieme&#8221; o &#8220;lasciamoci del tutto&#8221;) alla fine della pausa stessa. Mi preannuncia che una volta &#8220;guarito&#8221;, non è detto che possiamo tornare insieme, ma potrebbe anche essere di sì.  Comincio infatti a pensare che si sia voluto liberare di me a prescindere dal suo malessere, ma questa è un&#8217;altra storia.<br />
Approvo comunque la sua decisione, perché era veramente il caso di lasciarlo stare alla sua calma e comunque non avrebbe potuto reggere i ritmi di una relazione &#8220;normale&#8221; (intendendo, con questa, il vedersi una volta a settimana, preferibilmente nel week end, perché non abitiamo nella stessa città -distiamo 60 Km-). Volevo dargli il mio aiuto ma non l&#8217;ha voluto, ritenendomi lui solo una fonte di aspetattive. C&#8217;è da dire che tutto il resto della sua vita è rimasto invariato o di poco alleggerito (mi riferisco ai ritmi di lavoro, alle uscite con gli amici e agli appuntamenti con la band in cui suona per diletto). Sono passati due mesi e si è fatto sentire solo un paio di volte, via mail, per aggiornami sulla sua vita e chiedermi della mia. E&#8217; questo volermi sentire, a non convincermi.<br />
Sono stata sorprendentemente capace di lasciarlo stare, ma ogni volta che lo sento, mi ritrovo ancora legata a lui e vorrei riaverlo con me.. e più lo sento, più vorrei sentirlo, rischiando così di stargli davvero addosso e di rappresentare ciò che a lui non serve in un momento simile.<br />
E&#8217; il caso di insistere per salvare le cose? Credo solo di dargli più ansie, così facendo. Mi rendo conto che sarebbe giusto aspettare che si senta meglio, ma il problema è che non si sta neanche prendendo cura di sè stesso (per esempio rivolgendosi a uno psicologo..) e questo non fa che aumentare la mia attesa e renderci ancora più estranei. C&#8217;è da dire che ha fortunatamente visto dei medici (ultimo consiglio che ho fatto in tempo a dargli) e gli hanno diagnosticato un&#8217;irritazione al colon.. ma la sua situazione emotiva rimane quella che è. </p>
<p>Cosa mi suggerisce di fare con lui: sparire o rassicurarlo, restandogli vicino? Purtroppo a me pare di capire proprio di essere stata cacciata dalla sua vita, e rimango tremendamente convinta che se ci avesse tenuto di più a me, non mi avrebbe mai allontanata.<br />
Ultimamente gli ho anche proposto di vederci per parlare faccia a faccia, dato che ci siamo lasciati a telefono.. Non ha rifiutato l&#8217;incontro, ma al solito, mi ha spostato in fondo a tutti i suoi impegni.</p>
<p>La ringrazio dell&#8217;attenzione che vorrà rivolgermi, e confido in una Sua risposta.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Cyber therapy: realtà virtuale in psicoterapia di Kayadaymarp</title>
		<link>http://www.cafepsicologico.it/cybertherapy-realta-virtuale/comment-page-1/#comment-180</link>
		<dc:creator>Kayadaymarp</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 10:55:38 +0000</pubDate>
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