A che serve fare i ghirigori su un foglio mentre si sta facendo altro?

ghirigoroVi è mai capitato di ritrovarvi a scarabocchiare con disattenzione ghirigori, parole, disegnini astratti, forme geometriche su un foglio di carta, l’angolo di una rubrica del telefono, il margine di un giornale mentre state facendo un’altra cosa?
Se vi è successo sappiate che è un comportamento molto comune che tende a verificarsi preferibilmente quando ci si annoia e che sembra precedere, o più spesso accompagnare, il divagare della mente lontano dalla situazione corrente, il cosiddetto “sognare ad occhi aperti”.
Non è noto però se questo scarabocchiare ghirigori danneggi ulteriormente la performance del compito noioso che si sta effettuando in quel momento  sottraendo risorse cognitive o se migliori la medesima performance (per esempio ascoltare un interlocutore al telefono) aumentando la concentrazione o l’attivazione generale dell’organismo come una specie di “antidoto” alla noia.
Ha provato a indagarlo Jackie Andrade della School of Psychology dell’Università di Plymouth, in Inghilterra che ha pubblicato recentemente i suoi risultati  su Applied Cognitive Psychology.
Lo studio ha coinvolto 40 soggetti che dovevano ascoltare un messaggio telefonico finto e monotono di due minuti e mezzo che raccontava di una serie di persone che venivano invitate a una festa. Il compito prevedeva che i soggetti non memorizzassero il messaggio, ma scrivessero semplicemente su un blocco-note i nomi degli invitati man mano che venivano ascoltati. Metà dei soggetti avevano  in più  delle forme geometriche stampate sul foglio-risposte da “ombreggiare” durante l’ascolto della telefonata.
La scelta della telefonata noiosa coma compito principale è stata fatta per minimizzare la competizione di risorse cognitive senso-specifiche, mentre il compito di ombreggiamento è stato preferito ad altri per ricreare, per la sua relativa facilità, le condizioni di calma distrazione tipiche del ghirigoro spontaneo e per evitare che i soggetti, posti di fronte al compito dello scarabocchio naturale,  fossero consapevolizzati rispetto ai loro disegni o, peggio ancora, sospettassero che il contenuto dei loro ghirigori fosse il focus reale dello studio.
I risultati hanno dimostrato che i soggetti appartenenti al “gruppo dei ghirigori” riusciva non solo a scrivere un numero maggiore di nominativi corretti (in realtà solo 7,8 nomi contro 7,1 dell’altro gruppo), ma era soprattutto in grado di ricordare il 29% in più di altre informazioni presenti nel messaggio, (luoghi e altri dettagli), richieste a sorpresa alla fine dell’esperimento.
Pare pertanto che fare scarabocchi su un pezzo di carta aiuti le persone a restare concentrate sul compito noioso, ma come?
Una possibilità è che lo scarabocchiare stabilizzi l’attivazione generale dell’organismo a un livello ottimale, tenendo sostanzialmente la persona sveglia o riducendo gli alti livelli di arousal del sistema nervoso autonomo spesso associati con la noia.
Un’ipotesi più specifica, e per la quale l’autrice propende, è che il ghirigoro aiuti la concentrazione riducendo il sognare ad occhi aperti in situazioni in cui la divagazione mentale sarebbe più dannosa per il compito principale dei ghirigori stessi. Scribacchiare qui e là sarebbe quindi un antidoto che la nostra mente utilizza per evitare di partire con facilità per le terre lontane dell’immaginazione.
Personalmente riempio di ghirigori un paio di fogli A4 al giorno, quindi devo desumere che la mia tendenza a divagare abbia assunto proporzioni preoccupanti…

 Abstract | What does doodling do?

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4 commenti
E tu che ne pensi? »

  1. io pure tendo a farne di complicati:
    http://www.flickr.com/photos/seralf/sets/72157603693753689/

    eheh

    però mi vengono in mente due cose: 1) l’esistenza dello “scarabocchio” utilizzato da alcuni come una sorta di “sismografo interiore”: una metodologia purtroppo scarsamente (credo) resa scientifica, ma affascinante… e 2) l’idea di fissare meglio i compiti “distraendo” l’attenzione, propria dell’ipnosi.
    Sono sulla buona strada o faccio al solito associazioni eccessivamente bizzarre? :-)
    saluti,
    Alfredo

  2. Mamma mia Alfredo, i tuoi più che scarabocchi sono opere d’arte!
    Veramente belli. L’idea del sismografo interiore è affascinante, ma andrebbe compreso a fondo qual’è la natura dei “terremoti” che misura e come varierebbe in coerenza il tracciato… , nel tuo caso come funziona? :D

  3. eheh nel mio caso l’impasto è ovviamente pre-esistente, e la ricetta varia in base all’interlocutore.
    Il “sismografo interiore” era più che altro una idea che citavo avendo conosciuto qui a Roma anni fa l’ex-professore di un amico accademico d’arte che pare abbia fatto per anni di queste ricerche, e mi chiedevo se ci fosse una posizione interessante anche da parte della “scienza” psicologica…
    nel mio caso, se proprio vogliamo partire da un caso disperato :-) ho notato una cosa: che quadrati e cerchi rappresentano sicuramente stati d’animo differenti e almeno io ho una naturale tendenza a cercare dei conglomerati dei due il più possibile “equilibrati”. Ora non so se questo abbia caratteristiche generalizzabili ma ho provato a fare anche esperimenti forzandomi a disegnare una cosa o l’altra soltanto ed effettivamente il prodotto è meno soddisfacente. Autosuggestione?
    saluti

  4. Anch’io scarabocchio tutto, con una preferenza psichiatricamente rilevante per “i mammozzi”, cioè stani omini con facce scure, in genere. C’è un mio amico che invece fa le caricature a tutti quando gli capita di andare alle conferenze. Dice che l’aiuta nella concentrazione, solo che poi distrae me perché mi metto a guardare i suoi disegni anziché ascoltare! :-) comunque interessante ricerca, grazie!

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