I sogni sono una sfida eccezionale per la psicologia e le neuroscienze, perchè, sebbene siano un fenomeno mentale costante nella vita delle persone, sono impossibili da manipolare sperimentalmente (ad eccezione di esposizioni a stimoli prima e durante il sonno) e le loro caratteristiche possono essere soltanto riferite dal sognatore, ma mai osservate direttamente.
E’ talmente difficile predire i contenuti di specifici sogni che la ricerca contemporanea tenta, oggi, di indagare non tanto il contenuto, ma il processo stesso del sognare.
Ciò non di meno, molti anni di studi ne hanno tracciato una fenomenologia attendibile e per tracciarne un quadro è utile partire dalle somiglianze e dalle differenze tra la coscienza dello stato di veglia e la coscienza del sogno.
Forse la somiglianza più notevole fra i due stati riguarda le modalità percettive: i sogni sono altamente visivi, a colori, ricchi di forme, pieni di movimento e incorporano le categorie oggettuali tipiche della veglia come persone, facce, luoghi, oggetti e animali. I sogni contengono anche suoni (tra cui parole e conversazioni) e, più raramente, percezioni tattili, odori e sapori, così come il piacere e il dolore. C’è una tale somiglianza tra mondo interiore del ...